L’Italia fuori dalla crisi entro un mese. Scommettiamo?
Dopo lo sport arrivano le “puntate” all’inglese
Il titolo è sarcastico. Nessuno si illuda. Siamo nella crisi e ci resteremo. Almeno per un bel po’. Lo stesso però, come ogni sarcasmo, vuole essere una provocazione. Amara, come in questo caso, ma con l’intenzione di provocare più di una riflessione.
L’antefatto.
Solo pochi giorni addietro il Codacons ha denunciato l’aggravarsi della dipendenza dal gioco d’azzardo nel nostro Paese nel quale si stimano circa 30milioni di persone che ogni anno “puntano” sui giochi pubblici: la maggior parte di loro nella speranza di cambiare le sorti al proprio destino. Per due milioni di cittadini, questa speranza, si è tramutata in vera e propria dipendenza: c’è gente che si indebita pur di “giocare”. Nel 2011, per il solo gioco pubblico (è difficile stimare quello gestito dalla malavita ma si può immaginare anch’esso con cifre ragguardevoli, anche superiori a quelle lecite) la spesa degli italiani è stata di 76,6miliardi di euro: + 24% rispetto all’anno precedente. I giochi digitali sono aumentati del 170%.
Lo stesso Codacon si è fatto promotore, presso il Ministero dell’economia per far fronte al gioco (d’azzardo) che è divenuto una nuova vera e propria piaga sociale. Dal Ministero, nessun segnale. Tutto sommato lo Stato ci guadagna. D’altra parte, però, si impegna a combattere l’azzardo e i suoi effetti, paga i costi sociali delle dipendenze, invita a guardare al futuro con rinnovata speranza.
Il fatto nuovo.
Da oggi, nel nostro Bel Paese, si può giocare anche su “eventi” non propriamente sportivi. Arrivano le scommesse all’inglese che ci consentono di “puntare” sul prossimo vincitore di Sanremo, o se accanto alla farfallina Belen nasconde qualche altro tatuaggio, sulla prossima fidanzata di Balottelli, e così via. Attenzione perché ci sono dei limiti. Non sarà possibile scommettere sulle elezioni politiche, e su tutto ciò che ha a che fare con il sesso, la razza, la religione, e quant’altro invada la privacy di eventuali personaggi pubblici cui si fa riferimento. Peccato! Sull’uscita dell’Italia dalla crisi, sì.
La fine.
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